Trovi il metallo prezioso che meglio si adatta alle Sue esigenze.
Andare sul sicuro – con l’oro: l’oro è l’investimento stabile per eccellenza. Da oltre 4'500 anni l’oro è venerato e utilizzato come preziosa merce di scambio. Il suo ruolo insostituibile nel mercato della gioielleria, il suo impiego diffuso nelle tecnologie moderne e la sua lunga storia come protezione affidabile contro l’inflazione rendono l’oro uno degli investimenti più sicuri in assoluto.
Negli ultimi 5'000 anni sono state estratte circa 170'000 tonnellate d’oro in tutto il mondo. Solo una minima parte di questo quantitativo è andata perduta nel corso dei secoli.
Ciò che a prima vista può sembrare una quantità enorme è in realtà sorprendentemente ridotto: tutto l’oro estratto nella storia dell’umanità potrebbe essere contenuto senza problemi sotto la Porta di Brandeburgo. Tuttavia, un simile cubo d’oro sarebbe non solo estremamente pesante, ma anche incredibilmente prezioso: il valore complessivo delle riserve mondiali d’oro ammonta infatti a circa 6,6 bilioni di euro. Rapportato alla popolazione mondiale, ciò corrisponde a meno di 25 grammi per persona, per un valore di circa 950 euro.
Inoltre, questa quantità d’oro non è liberamente disponibile: circa due terzi sono detenuti sotto forma di gioielli e circa 30'000 tonnellate si trovano nei caveau delle banche centrali. Negli ultimi anni queste ultime hanno modificato radicalmente il proprio comportamento. Dopo aver venduto parte delle loro riserve nei decenni successivi all’abbandono del legame tra il dollaro e l’oro, dal 2010 le banche centrali sono tornate ad essere acquirenti netti di oro e questa tendenza sembra oggi addirittura accelerare.
Oltre alle banche centrali, anche altri investitori hanno riscoperto l’oro come investimento. In un contesto caratterizzato da un crescente indebitamento pubblico nei Paesi industrializzati occidentali, da una creazione di moneta quasi illimitata da parte delle banche centrali e da crisi valutarie e finanziarie sempre più frequenti, sia gli investitori privati sia quelli istituzionali mostrano un interesse crescente per l’oro. Già dal 2001, ma soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008, molti investitori considerano l’oro fisico una vera e propria polizza assicurativa per il proprio portafoglio.
L’aumento della domanda proveniente da diversi attori, a fronte di una produzione annuale relativamente stabile (circa 2'650 tonnellate all’anno), ha determinato significativi incrementi di valore negli ultimi anni. Nel settembre 2011 il prezzo dell’oro ha raggiunto un massimo storico provvisorio di 1'920 dollari per oncia, prima di correggere leggermente.
L’argento ha due volti. Da un lato è il più volatile tra i metalli preziosi e può offrire opportunità di guadagno quotidiane agli investitori più attenti. Dall’altro lato, come il suo «fratello maggiore» oro, rappresenta una protezione affidabile contro l’inflazione. Il suo ampio utilizzo industriale in dispositivi indispensabili come telefoni cellulari e computer garantisce infatti la stabilità del suo valore. Anche l’argento ha registrato importanti aumenti di prezzo negli ultimi anni. Beneficia di una duplice natura che l’oro non possiede: è considerato sia un metallo da investimento sia una materia prima industriale. Una quota significativa della produzione annuale, pari a circa 21'000 tonnellate, viene infatti utilizzata a fini industriali. I principali settori utilizzatori sono l’industria elettrica, elettronica e della gioielleria. Negli ultimi anni si è aggiunto anche il settore fotovoltaico, che nel 2011 ha consumato fino a 2'000 tonnellate di argento.
Questo sviluppo ha sostenuto fortemente il prezzo dell’argento, che nel 2011 si è avvicinato nuovamente ai massimi storici raggiunti nel 1980.
Inoltre, questa quantità d’oro non è liberamente disponibile: circa due terzi sono detenuti sotto forma di gioielli e circa 30'000 tonnellate si trovano nei caveau delle banche centrali. Negli ultimi anni queste ultime hanno modificato radicalmente il proprio comportamento. Dopo aver venduto parte delle loro riserve nei decenni successivi all’abbandono del legame tra il dollaro e l’oro, dal 2010 le banche centrali sono tornate ad essere acquirenti netti di oro e questa tendenza sembra oggi addirittura accelerare.
Oltre alle banche centrali, anche altri investitori hanno riscoperto l’oro come investimento. In un contesto caratterizzato da un crescente indebitamento pubblico nei Paesi industrializzati occidentali, da una creazione di moneta quasi illimitata da parte delle banche centrali e da crisi valutarie e finanziarie sempre più frequenti, sia gli investitori privati sia quelli istituzionali mostrano un interesse crescente per l’oro. Già dal 2001, ma soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008, molti investitori considerano l’oro fisico una vera e propria polizza assicurativa per il proprio portafoglio.
L’aumento della domanda proveniente da diversi attori, a fronte di una produzione annuale relativamente stabile (circa 2'650 tonnellate all’anno), ha determinato significativi incrementi di valore negli ultimi anni. Nel settembre 2011 il prezzo dell’oro ha raggiunto un massimo storico provvisorio di 1'920 dollari per oncia, prima di correggere leggermente.
Essere al passo con i tempi – con l’argento:
L’argento ha due volti. Da un lato è il più volatile tra i metalli preziosi e può offrire opportunità di guadagno quotidiane agli investitori più attenti. Dall’altro lato, come il suo «fratello maggiore» oro, rappresenta una protezione affidabile contro l’inflazione. Il suo ampio utilizzo industriale in dispositivi indispensabili come telefoni cellulari e computer garantisce infatti la stabilità del suo valore. Anche l’argento ha registrato importanti aumenti di prezzo negli ultimi anni. Beneficia di una duplice natura che l’oro non possiede: è considerato sia un metallo da investimento sia una materia prima industriale. Una quota significativa della produzione annuale, pari a circa 21'000 tonnellate, viene infatti utilizzata a fini industriali. I principali settori utilizzatori sono l’industria elettrica, elettronica e della gioielleria. Negli ultimi anni si è aggiunto anche il settore fotovoltaico, che nel 2011 ha consumato fino a 2'000 tonnellate di argento.Questo sviluppo ha sostenuto fortemente il prezzo dell’argento, che nel 2011 si è avvicinato nuovamente ai massimi storici raggiunti nel 1980.
Avere una visione d’insieme – con il platino:
Il platino è il metallo industriale per eccellenza. È quindi il metallo prezioso ideale per chi dispone di una visione economica di lungo periodo. Con nessun altro metallo prezioso è possibile investire in modo così mirato come con il platino. Anche sotto il profilo della conservazione del valore nel lungo termine, il platino offre solide prospettive: è infatti un componente essenziale dell’industria automobilistica, uno dei settori industriali più importanti al mondo.Negli ultimi anni anche i due principali metalli del gruppo del platino hanno registrato forti aumenti di prezzo. Tuttavia, a differenza dell’oro, le loro quotazioni hanno mostrato notevoli oscillazioni. La ragione è che questi metalli dipendono molto più dell’oro e dell’argento dalla domanda industriale e quindi dall’andamento dell’economia. Ogni anno vengono estratte tra 200 e 250 tonnellate di ciascuno di questi metalli. Mentre il 60% del platino proviene dal Sudafrica e solo successivamente dalla Russia, per il palladio la situazione è inversa. Una particolarità del palladio è che questo metallo bianco-argenteo viene ottenuto esclusivamente come sottoprodotto di altri processi estrattivi: in Russia durante la produzione di nichel e in Sudafrica insieme al platino.
Pensare a lungo termine – con il palladio:
Il palladio è un metallo prezioso poco trattato sui mercati e per questo particolarmente interessante per gli investitori di lungo periodo, poiché il suo prezzo è scarsamente influenzato dalla speculazione. Inoltre, il palladio è una materia prima fondamentale per le tecnologie del futuro, come la nanotecnologia, e rappresenta quindi una sorta di investimento strategico per chi guarda lontano.Anche il palladio e il platino hanno registrato forti aumenti di prezzo negli ultimi anni, pur con oscillazioni molto marcate. Il motivo è che entrambi dipendono fortemente dalla domanda industriale e quindi dall’andamento economico globale. Ogni anno vengono estratte tra 200 e 250 tonnellate di questi metalli. Mentre il platino proviene principalmente dal Sudafrica, il palladio viene prodotto soprattutto in Russia. La particolarità del palladio consiste nel fatto che viene estratto esclusivamente come sottoprodotto di altri metalli.

Ottenere grandi risultati rapidamente – con il rodio
Il rodio è probabilmente il metallo prezioso preferito dagli investitori più speculativi. Nessun altro metallo offre con tale regolarità opportunità di profitto grazie alle variazioni di prezzo. Allo stesso tempo, grazie al suo ruolo essenziale nell’industria chimica e automobilistica, il rodio mantiene anche solide prospettive di lungo termine.I cosiddetti «piccoli» metalli del gruppo del platino svolgono finora un ruolo marginale come investimenti. Ciò è dovuto principalmente alla limitata disponibilità di prodotti d’investimento e, in parte, alle forti e talvolta imprevedibili oscillazioni dei prezzi. A differenza dei quattro principali metalli preziosi, non esiste inoltre un mercato sufficientemente liquido a livello internazionale. Questi metalli vengono estratti come sottoprodotti della produzione di platino e quasi il 100% dell’offerta mondiale proviene dal Sudafrica. Rodio, rutenio e iridio sono estremamente rari: la produzione annua si aggira intorno alle 25 tonnellate per rodio e rutenio, mentre per l’iridio raggiunge appena 4 tonnellate. Considerando le numerose applicazioni industriali di questi metalli, si tratta di quantità estremamente limitate.
