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23 marzo 2023
Perché esiste una differenza così grande tra l’inflazione percepita e quella reale?
Il tasso d’inflazione riflette solo una parte della realtà.
La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina occupa da settimane l’attenzione dell’opinione pubblica in Germania. Temi come la pandemia di coronavirus o l’inflazione sono passati in secondo piano. E anche se l’aiuto alla popolazione ucraina ha giustamente la massima priorità, le conseguenze economiche e finanziarie per risparmiatori e investitori non dovrebbero essere completamente ignorate.L’aumento improvviso dei prezzi alla pompa di benzina, le minacce della Russia di interrompere le forniture di gas, il blocco delle catene di approvvigionamento e la riduzione delle forniture di platino dalla Russia: tutto ciò si rifletterà nel medio termine in un tasso d’inflazione significativamente più elevato.
Anche se la maggior parte dei tedeschi non ha studiato economia, il tema dell’«inflazione» è profondamente radicato nella mentalità dei risparmiatori tedeschi. L’iperinflazione del 1923 è rimasta impressa nella memoria collettiva come una delle più grandi catastrofi finanziarie degli ultimi secoli. E se oggi sono ormai pochi i testimoni diretti di quel periodo, le immagini di persone che bruciavano mazzette di banconote nelle stufe continuano a essere presenti nell’immaginario collettivo. Il tema è entrato perfino nel linguaggio quotidiano: si parla dello «spettro dell’inflazione» o dell’«euro caro».
Poiché l’inflazione continuerà a essere un tema centrale nei prossimi mesi e anni, vale la pena osservare più da vicino come nasce questo indicatore di cui si parla continuamente nel mondo della finanza. In linea di principio, il calcolo del tasso d’inflazione è molto semplice: si confronta il prezzo di un bene o di un servizio all’inizio e alla fine di un determinato periodo.
Il prezzo iniziale viene sottratto da quello finale. Il risultato viene poi diviso per il prezzo iniziale e moltiplicato per 100. Un esempio: un televisore costa 1'000 euro all’inizio dell’anno e 1'080 euro alla fine. 1'080 meno 1'000 euro dà una differenza di 80 euro. Dividendo per 1'000 euro e moltiplicando per 100 si ottiene un tasso d’inflazione dell’8%. Tuttavia, il tasso d’inflazione ufficiale non deriva soltanto dall’aumento del prezzo dei televisori. L’Ufficio federale di statistica tedesco calcola l’inflazione sulla base di un cosiddetto paniere di beni. Questo paniere dovrebbe rappresentare nel modo più realistico possibile una selezione di beni di consumo quotidiano.
I beni vengono ponderati in base alle abitudini di spesa delle famiglie private. In questo modo, ad esempio, le spese per energia e alimentazione hanno un peso maggiore, poiché rappresentano normalmente una quota più elevata del budget familiare mensile. Il paniere viene aggiornato regolarmente.
Che utilità ha, ad esempio, questo calcolo per chi ha perso il lavoro vicino a casa ed è improvvisamente costretto a percorrere 100 chilometri al giorno per andare al lavoro? Per questa persona, una ponderazione realistica del paniere sarebbe molto diversa da quella del «consumatore medio». Lo stesso vale per molte altre categorie di persone, come ad esempio i proprietari di abitazioni (centinaia di migliaia in Germania), per i quali il tasso d’inflazione ufficiale rappresenta una magra consolazione se una casa che nel 2015 costava 300'000 euro oggi ne costa 600'000, mentre il loro stipendio mensile, con ogni probabilità, non è raddoppiato nello stesso periodo.
L’inflazione è semplice da calcolare – almeno in apparenza
Poiché l’inflazione continuerà a essere un tema centrale nei prossimi mesi e anni, vale la pena osservare più da vicino come nasce questo indicatore di cui si parla continuamente nel mondo della finanza. In linea di principio, il calcolo del tasso d’inflazione è molto semplice: si confronta il prezzo di un bene o di un servizio all’inizio e alla fine di un determinato periodo.Il prezzo iniziale viene sottratto da quello finale. Il risultato viene poi diviso per il prezzo iniziale e moltiplicato per 100. Un esempio: un televisore costa 1'000 euro all’inizio dell’anno e 1'080 euro alla fine. 1'080 meno 1'000 euro dà una differenza di 80 euro. Dividendo per 1'000 euro e moltiplicando per 100 si ottiene un tasso d’inflazione dell’8%. Tuttavia, il tasso d’inflazione ufficiale non deriva soltanto dall’aumento del prezzo dei televisori. L’Ufficio federale di statistica tedesco calcola l’inflazione sulla base di un cosiddetto paniere di beni. Questo paniere dovrebbe rappresentare nel modo più realistico possibile una selezione di beni di consumo quotidiano.
I beni vengono ponderati in base alle abitudini di spesa delle famiglie private. In questo modo, ad esempio, le spese per energia e alimentazione hanno un peso maggiore, poiché rappresentano normalmente una quota più elevata del budget familiare mensile. Il paniere viene aggiornato regolarmente.
Cosa acquista il consumatore medio?
Il paniere utilizzato per il calcolo dell’inflazione dovrebbe quindi fornire un’immagine il più possibile realistica dei consumi mensili di una famiglia media tedesca e dei relativi costi. Il paniere si basa su quattro categorie principali: alimenti e bevande analcoliche, beni voluttuari come alcolici e tabacco, abbigliamento e calzature, nonché spese per abitazione ed energia. A queste si aggiungono categorie minori come istruzione, telecomunicazioni o elettrodomestici. Questa è la teoria. Nella pratica quotidiana, però, molti cittadini si chiedono perché il tasso d’inflazione ufficiale sia «solo» del cinque per cento, mentre a fine mese hanno comunque la sensazione di non riuscire ad arrivare alla fine. La critica principale è che sia la composizione sia la ponderazione dei beni e dei servizi non riflettono realmente le esigenze individuali di ogni persona.Che utilità ha, ad esempio, questo calcolo per chi ha perso il lavoro vicino a casa ed è improvvisamente costretto a percorrere 100 chilometri al giorno per andare al lavoro? Per questa persona, una ponderazione realistica del paniere sarebbe molto diversa da quella del «consumatore medio». Lo stesso vale per molte altre categorie di persone, come ad esempio i proprietari di abitazioni (centinaia di migliaia in Germania), per i quali il tasso d’inflazione ufficiale rappresenta una magra consolazione se una casa che nel 2015 costava 300'000 euro oggi ne costa 600'000, mentre il loro stipendio mensile, con ogni probabilità, non è raddoppiato nello stesso periodo.